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La sfida di Pisapia: “Non saremo un partito”

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“Non sono e non saro’ la stampella di nessuno. Non cerco niente per me”. E’ quanto afferma in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. “Non e’ mia intenzione fondare alcun nuovo partito, ce ne sono gia’ tanti. Credo ? e me lo confermano le adesioni che mi sono pervenute dal Sud e dal Nord del Paese ? nella necessita’ di un campo progressista che unisca una sinistra, fuori dal Pd, che sappia assumersi la responsabilita’ di dare il proprio contributo per far uscire il Paese dalla situazione terribile in cui si trova. E invece…”. “Invece continuo a leggere notizie non vere, spesso fuorvianti e strumentali. Non so da chi provengano ma so che vogliono dividere”. “Ho letto che lancio la Boldrini per le primarie del centrosinistra. Ho il massimo rispetto per la presidente Boldrini, condivido i suoi valori, apprezzo il suo impegno prima nel sociale e oggi a livello istituzionale. Ma come si puo’ pensare che io possa lanciare in ipotetiche primarie del centrosinistra la terza carica dello Stato? Sara’ lei a fare le sue scelte”. Per Pisapia, “il campo progressista lavorera’ per avere primarie di centrosinistra contendibili e con un programma condiviso. Chi si presentera’ alle primarie non lo decido io ma emergera’ da quelle realta’ territoriali che si impegneranno in questa sfida. Io mi metto al servizio di questa iniziativa e continuero’ a lavorare affinche’, come credo e spero, le gia’ importanti adesioni possano moltiplicarsi”. Quanto al progetto politico di una sinistra unita e responsabile ancorata al centrosinistra, secondo Pisapia si parte “dalla discontinuita’ rispetto al passato. E’ necessario un nuovo centrosinistra nazionale in netta discontinuita’ con la politica degli ultimi anni. Poi, far crescere una nuova classe dirigente partendo dal basso, dalle numerose realta’ sociali, culturali, l’associazionismo, il volontariato, sindaci amministratori di piccoli e grandi comuni che sono un punto di riferimento nel territorio. Infine costruire un programma politico alternativo che valorizzi un modo nuovo di fare politica, in grado di unire sobrieta’, valori, concretezza e capace di dare risposte ai bisogni, soprattutto dei piu’ deboli”. Io “Mi sono sempre impegnato per l’unita’ di un centrosinistra ampio e aperto, capace di unire il civismo, la sinistra e il centrosinistra. Per questo ribadisco quello che non solo ho sempre detto ma anche praticato: non intendo in nessun modo interferire sul congresso del Pd piuttosto che su quello di Sinistra italiana”. Secondo l’ex sindaco di Milano “A sinistra, nel centrosinistra, bisogna trovare un minimo comun denominatore per stare insieme. Sono piu’ le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono. Se non riusciamo a stare insieme vince Trump e trionfano i populisti”.

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