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Lago del Matese, un piccolo paradiso deturpato da auto, incuria ed inciviltà

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La denuncia dei Verdi: Riorganizzare le aree protette e liberarle dai vandali di Ferragosto

Un grande parcheggio circondato da uno dei parchi ambientali più belli della Campania. Questo il triste scenario offerto in questo torrido agosto dal Lago del Matese. Una problematica di certo non nuova, ma che durante la stagione estiva viene fuori in tutta la sua drammaticità, come sottolinea il naturalista di Unimol Francesco Parisi, che si è anche adoperato a produrre le immagini che raccontano questo scempio.
Auto, moto e camper praticamente ad ogni angolo, fanno da triste cornice a quello che dovrebbe essere un luogo accogliente ed incontaminato per quanti scelgono di passare sulle sue sponde ore di relax.

“Ogni volta tocca fare i conti con auto parcheggiate che entrano ed escono dall’erba dalla località tre fontane, gare di motocross improvvisate, partite di calcio, gare di nuoto ed anche discoteche all’aria aperta” spiega Parisi.
Un vero e proprio scempio che dimostra come chi deve vigilare sul territorio spesso e volentieri sembra non accorgersi di nulla.
“Purtroppo la politica ambientale è sempre più lontana da queste problematiche e sembra ridotta esclusivamente a risolvere il problema atavico dei rifiuti ed in parte delle energie sostenibili”. Spiega il Portavoce regionale dei Verdi Vincenzo Peretti che aggiunge: “Parlare quindi di una corretta gestione delle aree protette, dell’ambiente agrosilvopastorale e della necessità di recuperare risorse economiche da destinare ai Parchi diventa sempre più utopia dei verdi e dei pochi ambientalisti sparsi sul territorio”.
L’apice si raggiungerà sicuramente a Ferragosto, quando arriveranno anche quelli che non avendo a disposizione lunghi periodi di ferie si riverseranno sul Matese per il pic nic di una sola giornata.
La soluzione non è difficile spiega il consigliere regionale del Sole che Ride Francesco Emilio Borrelli: “Una riorganizzazione del sistema aree protette deve essere fatta senza ideologismi e senza rinunciare ad effettuare le scelte necessarie, anche se magari poco apprezzate da qualcuno. Accanto alla conservazione della biodiversità, si deve puntare alla crescita sociale ed economica dei contesti locali dei parchi nazionali e regionali con lo sviluppo di sistemi economici sostenibili che possano affrontare problemi che vanno dalla gestione dei rifiuti a quella del traffico, alla realizzazione di strutture ricettive ed allo sviluppo di marchi commerciali nell’agricoltura e nel turismo”.

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