Home Cronache Marco Di Lauro, il boss stratega latitante da tredici anni

Marco Di Lauro, il boss stratega latitante da tredici anni

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di Umb. Rus.

Il suo nome inizia a comparire nelle carte della Procura solo quando comincia la guerra tra la sua famiglia e gli scissionisti. Siamo nel 2004. Suo padre Paolo, alias “Ciruzzo o’ milionario” e suo fratello Cosimo vengono arrestati. Da quel momento Marco Di Lauro diventa il capo del clan tra i  più longevi e terribili di Secondigliano. Ma Marco scompare subito, nel nulla, da allora comincia la sua latitanza fino a diventare oggi tra i primi cinque ricercati più pericolosi al mondo. Si racconta tutto sul suo conto, alcuni lo descrivono come la fotocopia di suo padre Paolo, un boss fantasma e discreto, proprio come Ciruzzo o milionario, altri dicono che esca travestito e truccato da donna per non farsi prendere dalle forze dell’ordine che incessamente lavorano per assicurarlo alla Giustizia. Ma lui è imprendibile, è scaltro. E’ paradossale ma a 37 anni possiamo definirlo un capoclan di altri tempi.

Per alcuni  il rampollo di Secondigliano, che da pochi giorni ha “festeggiato” il suo trentassettesimo compleanno da super latitante, conosce bene l’italiano tanto da usare poche volte il dialetto napoletano, diametralmente opposto a suo fratello “Cosimino”, impulsivo e feroce, uno con la testa calda, che secondo le ricostruzioni dell’attività investigativa, è stato l’artefice della sanguinosa guerra di camorra contro gli scissionisti degli Amato -Pagano.

Il suo volto non lo conosciamo più da quell’identikit che risale a quando era appena un ragazzino ma secondo la Procura è lui che tiene in mano oggi le redini del clan Di Lauro. Addirittura si pensa che sia stato lui a mettere la pace tra i girati e la sua famiglia,  il quarto figlio di “Ciruzzo o milionario”, “F4” per l’attività investigativa, riesce ad eludere sempre e comunque i tentativi di arrestarlo. La sua strategia criminale si compie con un piano ben preciso: consolidare il suo fortino nel “terzo mondo” e siglare la tregua con gli scissionisti. La Polizia di mezzo mondo è sulle sue tracce, c’è chi pensa si possa nascondere negli Emirati Arabi e chi crede sia più vicino a Via Cupa dell’Arco, roccaforte del clan,  di quanto si pensi. Il suo nome, nella classifica Direzione Centrale della Polizia Criminale dei latitanti più pericolosi, figura insieme con Matteo Messina Denaro, Rocco  Morabito, Attilio Cubeddu e Giovanni Motisi.

 

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